
La Roma torna in Francia un anno e mezzo dopo. 6 Marzo 2007, 1 Ottobre 2008. Da Lione a Bordeaux. Stavolta in palio non c'erano i quarti di finale e un'impresa indelebile e straordinaria da consegnare agli annali. Stavolta era solo la seconda giornata del gironcino, eppure stavolta contava come e più di quella volta; senza i tre punti in terra francese, molto probabilmente le speranze di rientrare per la terza volta consecutiva nel novero delle 16 regine d'Europa sarebbero svanite del tutto. L'inizio però, è da incubo: Menez, al ritorno in patria, è poco più di un fantasma, il suo connazionale Mexes prova a reggere una difesa alquanto anarchica, Riise a sinistra sembra un giovane esordiente timido e insicuro. Aquilani è sovrastato da Fernando (ex Siena), De Rossi sembra in completa confusione, Taddei e Perrotta corrono a vuoto, Vucinic neanche quello. E allora accade quello che non vorresti: il redivivo Gourcuff prende palla, si accentra e scaglia un gran destro che si va a infilare all'angolino battendo l'incolpevole Doni. E' il minuto 18. Bordeaux-Roma 1-0: si fa spazio prepotente tra le nostre menti l'incubo della crisi, di rimanere ultimi nel girone, di salutare troppo presto la Champions Leaugue. Ti aspetti la reazione. Invece niente: il primo tempo scorre inesorabile fino alla mezzora quando il Signor Mallenco espelle per una presunta gomitata Henrique. Nonostante l'uomo in meno i francesi continuano ad essere gli assoluti domanatori dell'incontro, sovrastando una Roma irriconoscibile. Nella ripresa la musica non cambia, grande Bordaux piccola Roma. Fuori Menez e Aquilani, dentro Okaka e Baptista. Inizia a diluviare, la delusione comincia a serpeggiare tra le vie romane. Serve un episodio, qualcosa che scrolli via questa crescente e insopportabile apatia e svogliatezza: basterebbe anche un semplice corner, che arriva puntualmente al 64esimo minuto ( a Lione stavamo controllando già da 20 minuti il 2 a 0). Parte Danielino, stacca Mirko: 1-1. Palla al centro. DAJE ROMA DAJE. Passano sette minuti, ed è ancora un calcio piazzato a toglierci le castagne dal fuoco. Calcio di punizione dal limite; la gente invoca la potenza del norvegese, arriva invece la dolce precisione di Baptista, La Bestia. Palla sotto il sette, due a uno per noi. Tanti auguri Julio e grazie per questo splendido regalo. Gli ultimi 2o minuti sono degni della Roma che conosciamo: tornano i fraseggi, le sovrapposizione e le azioni di prima. Vucinc-Taddei e ancora La Bestia:3-1. L'incubo sparisce, per fortuna. E adesso il sogno si chiama Londra, il 22 Ottobre. A proposito, è il compleanno di Doni.

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