venerdì 28 novembre 2008

CLUJ-ROMA 1-3...UNA VITTORIA NELLA STORIA


La Roma conquista la Romania. Controlla, colpisce, domina. Vince. D’altronde, non poteva essere altrimenti: infatti tra il 101 e il 106 d.C l’imperatore Traiano aveva raggiunto la massima espansione dell’Impero Romano proprio con la conquista della Dacia (l’attuale Romania), sconfiggendo il comandante Decebalo. Ieri, 1902 anni dopo, c’ha pensato l’ultimo Imperatore, il più importante e valoroso di tutti, lo stesso che un anno e mezzo fa aveva assoggettato i Galli di Lione e capace di imprese quali aver sconfitto e umiliato per ben due volte le armate spagnole di Madrid, oltre a quelle di Valencia: FRANCESCO TOTTI. Il più grande, il più valoroso, l’ultimo di una lunga stirpe di imperatori. Già, l’ultimo, quando infatti appenderà gli scarpini e lo scudo al chiodo, il numero 10, la corona d’alloro del princeps, il simbolo dell’imperatore, verrà ritirato: L’impero Romano avrà fine. E allora ecco perché è necessario raggiungere la massima espansione come fece Traiano(dopo il suo governo, L’Impero cominciò il suo lento, tormentato e inesorabile declino). Il nostro massimo ha un nome e cognome: 27 Maggio. Il primo ostacolo da fronteggiare sarà il 9 dicembre, quando i francesi verranno da noi, a casa nostra, a Roma Caput Mundi, e allora sarà bene far capire che non è cosa per loro, che se ne possono anche tornare a casa loro, perché questa volta è affar nostro, deve essere affar nostro. E ieri sera, nella fredda Transilvania, Roma ha scoperto un nuovo generale, valoroso e gagliardo ma al contempo umile e laborioso, Matteo Brighi: un mix perfetto di grinta, umiltà, disponibilità, voglia. Ci avevano provato i romeni, lo scorso 16 settembre, a ribaltare i ruoli, a cambiare la storia. La storia però, non può essere cambiata. E ieri Roma l’ha dimostrato, prendendosi la prima rivincita, augurandosi che sia la prima di una lunga serie, desiderando quella più bella, più sognata, più impossibile, quella che ogni romanista aspetta da una notte del 30 maggio di 25 anni fa. Per riconquistare la grandezza di un destino che ci appartiene.

Nessun commento: