
E' cominciato il countdown. Mancano solamente dieci giorni all'attesissimo match tra Arsenal e Roma, gara valevole per l'andata degli ottavi di finale della Uefa Champions League. Lupi contro Cannoni, Roma contro Londra, Italia contro Inghilterra. Sarà una sfida universale, che metterà una contro l'altra le squadre che negli ultimi anni hanno espresso il miglior gioco europeo, scandito da fraseggi, tocchi di prima, gol spettacolari frutto di azioni corali finalizzate al meglio. Due squadre belle e giovani, entrambe alla ricerca della definitiva consacrazione a livello internazionale. Analizzando infatti la storia europea dei due club, emerge un fattore comune: entrambe le compagini non hanno mai vinto la coppa più ambita, ed ambedue si sono arrese sul più bello. Esattamente tre stagioni fa, quando l'avventura Spallettiana era agli albori, i Gunners di Wenger, trascinati da uno stratosferico Henry e da un emergente Fabregas, conquistarono l'accesso alla finale di Parigi, dopo una trionfante cavalcata ai danni di Real Madrid, Juve e Villarel. Il Barcellona incantatore di Ronaldinho e Rijkaard rese l'epilogo tutt'altro che lieto. L'annata successiva, i londinesi uscirono anzitempo dalla competizione, eliminati agli ottavi dallo stupefacente PSV Eindhoven. Per arrivare così alla scorsa stagione, quando gli uomini di Wenger, dopo aver eliminato i campioni in carica del Milan, subirono l'esclusione da parte del Liverpool.
Per la Roma di Spalletti invece, si tratta delle terza avventura europea consecutiva. L'obiettivo prioritario è superare i quarti, ovvero migliorare il piazzamento delle ultime due edizioni, quando i giallorossi si arresero in entrambi i casi alla supremazia imposta dal Manchester United. Le imprese di Lione e di Madrid (tutte e due ottenute agli ottavi) lasciano ben sperare in un gruppo che, col passare degli anni, ha conciliato il gioco spumeggiante a un'esperienza oramai ben acquisita. Altri segnali incoraggianti giungono dalla netta ripresa di una squadra che, dopo un avvio disastroso, ha saputo incanalare la stagione sui binari giusti. Il traguardo minimo, come detto, è migliorare il piazzamento tra le prime otto d'Europa, entrando così nel novero delle quattro regine; anche se, la chimera, il sogno irraggiungibile ha un nome, un cognome un luogo ben definito: 27 maggio. Stadio Olimpico.
Per la Roma di Spalletti invece, si tratta delle terza avventura europea consecutiva. L'obiettivo prioritario è superare i quarti, ovvero migliorare il piazzamento delle ultime due edizioni, quando i giallorossi si arresero in entrambi i casi alla supremazia imposta dal Manchester United. Le imprese di Lione e di Madrid (tutte e due ottenute agli ottavi) lasciano ben sperare in un gruppo che, col passare degli anni, ha conciliato il gioco spumeggiante a un'esperienza oramai ben acquisita. Altri segnali incoraggianti giungono dalla netta ripresa di una squadra che, dopo un avvio disastroso, ha saputo incanalare la stagione sui binari giusti. Il traguardo minimo, come detto, è migliorare il piazzamento tra le prime otto d'Europa, entrando così nel novero delle quattro regine; anche se, la chimera, il sogno irraggiungibile ha un nome, un cognome un luogo ben definito: 27 maggio. Stadio Olimpico.

Nessun commento:
Posta un commento